27 GENNAIO: GIORNATA DELLA MEMORIA

“L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria”.
Primo Levi
https://www.youtube.com/watch?v=o1Xhi91fj9A
La “Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime della Shoah” è la ricorrenza internazionale, più conosciuta come “Giornata della memoria”, che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito il 1° novembre 2005 e che viene celebrata il 27 gennaio. È stato scelto come giorno il 27 gennaio perché, quel giorno del 1945, le truppe russe dell’Armata Rossa fecero irruzione nel campo di concentramento di Auschwitz, liberando gli ebrei che vi erano rinchiusi e svelando, oltremodo, il punto fino a cui la ferocia nazista si era spinta. Con la Shoah si è posto in essere uno dei più gravi genocidi della storia. Con il termine genocidio, coniato nel 1944 da un avvocato ebreo polacco Raphael Lemkin, si intende la metodica distruzione di un gruppo etnico, razziale o religioso, compiuta attraverso una serie di azioni progettate e coordinate per annientare gli aspetti essenziali della vita. Tale politica di deportazione e sterminio fu un fenomeno complesso, che colpì non solo gli ebrei, ma anche altre categorie, come i malati mentali, gli omosessuali, i sinti, i rom, i prigionieri di guerra sovietici e gli oppositori politici del regime. Dopo l’accoglimento del termine “genocidio” all’interno del diritto internazionale, sono stati creati i tribunali internazionali per perseguire il crimine del genocidio. Momento fondamentale è l’approvazione da parte delle Nazioni Unite della Convenzione per la Prevenzione e Repressione del genocidio. La Convenzione definisce il genocidio come crimine internazionale, che gli Stati firmatari “si impegnano a combattere e punire”.












